OR I27
Hi CIOCONDA
MELODRAMMA IN QUATTRO ATTI
TOBIA CORSO Wi PONCHIELLI
TEATRO PAGLIANO
Primavera 1880
IMPRESA FRATELLI CORTI
R. Srasirimento MusiIcaLe
$i TITO DI GIO. RICORDI ” MILANO NAPOLI pecelena FIRENZE
Deposito per la Francia ed il “Belgio
| PARIS, r1.bis, Boulevard Haussmann - DURDILLY & C. - Boulevard Haussmann, rr.bis, PARIS
oi a Proprietà p er tutti i Pa |||: Deposto all’ Estero — Ent. Sta
p È È i dg v x
gua > ! Li È n è @- - Sio lex RARO] n. ; o pn î OR AN Diritti di traduzione riservati. —
= r a ; & ‘ È x 4 te 3 ; 4 È z 3 / Î pd E y x 5 nes î ì ì : / i ; i i ì 4 i ds ’ I 4 s Si ì LI 3 4 ) i i È 1 Y È I " { Fi } Eva - | È ; i : A È î UA . Ni aa Nn s s
d
pa L \ n | n fa ra i LRee . È (9 r È i % x vi I fa: S I x
MUSIC IBRA “UNc-c .
W
VEIRSONVAGGI
LA GIOCONDA, cantatrice. è. 4, è è Mariani-Masi Maddalena LAURA ADORNO, genovese, moglie di . IMarzazi-De Angelis Fiora ALVISE BADOERO, un dei capi della
Inquisizione di Stato... +» +. e, 4 Darderat Eugenio LA CIECA, madre della Gioconda . . . Vigna Tela ENZO GRIMALDO, Principe genovese . Marconi Francesco BARNABA; cantastorie» <& ie >» 4 Morzami Giistava ZUANE, regatante OIREORE LE I5EPO” scrivano pubblico. ste ss Na DIRE REBORA: ni e cei
Mola Fausto
CTOxRzE
Barnabotti — Arsenalotti — Senatori — Pregadi Gentiluomini — Gentildonne -—. Maschere (arlecchini, pantaloni, bautte) Popolo — Marinai — Mozzi — Monaci de’ Frari Cavalieri della compagnia della calza — Cantori.
C-0-M PiA°R5 E
Mazzieri — Scudieri — Scherani — Trombettieri — Dalmati Mori — Il Cancellier grande — Un regatante Il Consiglio dei Dieci —— Sei Caudatari Un Nostromo — Un Mastro delle vele — Un servo moro — Il Doge.
DANZE. Atto I; La Furlana. — Atto III, La Danza delle Ore.
Venezia Secolo, XVII.
I ITIIITZÉZ—=. 11 T ILI“‘(D_ I ZllTZZIIZEITEZIIZTITZZZI ZTIITIÎTIé ZII ZIT1lele—e.
ga” La preghiera a pagina 37 non si eseguisce.
SE
O | FATE AR pr Ago
OELO BEREeMO
La bocca dei Leoni.
‘. 1 cortile del Palazzo Ducale parato a festa. Nel fondo la Scala dei Giganti e il Portico
. della Carta colla porta che adduce nell’interno della chiesa di S. Marco. A sinistra lo
| scrittoio d’uno scrivano pubblico.
Sopra una parete del cortile si vedrà una fra le storiche bocche dei leoni colla seguente scritta incisa sul marmo a caretteri neri :
DENONTIE SECRETE PER VIA D'INOVISITIONE CONTRA CADA VNA PERSONA CON L’IMPVNITÀ
SEGRETEZA ET BENEFITII GIVSTO ALLE PEGI
È uno splendido meriggio di primavera. La scena è ingombra di popolo festante. BARNABOTTI, ARSENALOTTI, MARINAI, maschere d’ogni sorta, ARLECCHINI, PANTALONI, BAUTTE, e in mezzo a questa turba vivace ‘alcuni DALMATI ed alcuni Morr. BARNABA, addossato ad una colonna, sta osservando il popolo ; ha una piccola chitarra ad armacollo.
SEN A E eri:
s
Marinai, Popolo e Barnaba.
Coro DI Marinal E PopoLo
dol ESTE e pane! la Repubblica
SG) Domerà le, schiatte umane
Finchè avran le ciurme e i popoli Feste e. pane!
salito 3 ie
L’allegria disarma i fulmini Ed infrange le ritorte. Noi cantiarn! chi canta è libero, Noi ridiam! chi ride è forte. Quel sereno Iddio lo vuol Che allesrò questa laguna Coll’argento della luna Hi sla-porpora del'isolit@i (campane a distesa, squilli di trombe) Feste e pane! a gioia suonano Di San Marco le campane. Viva il Doge e la Repubblica! Feste*eipanel BARNABA (si muove dal posto. Dominando il frastuono festosamente) Compari! già le trombe V’annuncian la regata.
MARINAI (correndo a sinistra) Alla. resatal PopoLo Alla regata!
(gridando e saltando, il popolo esce dal cortile. Il tumulto s’allontana)
SCENAZI
Barnaba so/o.
(accennando gli spiragli delle prigioni sotterranee) E danzan su lor:tombe! Ela morte. li cuata! (cupamente) i E mentre s’erge il ceppo o la cuccagna, Fra due colonne tesse la sua ragna, Barnaba, il cantastorie; e le sue file (guarda e tocca la sua chitarra) Sono le corde di questo apparecchio. Con lavorio, sottile E di mano e d'orecchio Colgo i tafàni al volo
a) GroconDna È | (sonducendo per mano la madre e avviandosi alla chiesa lentamente) i Madre adorata, vieni. IR (ANI ao ao: Du | A ) È. (scorge la Gioconda e si ritrae accanto alla colonna) 4 E) (Eccola! al'posto)o si pat
i Fa Cic sro pa (NOS che reggi il {emula RISE Piè che all’avel già piega, ia SOR Beata è questa tenebra”. ea in Che alla tua man mi lega, k;
Tu canti agli è uomini Le tue canzoni,
To canto agli angeli Le mie orazioni, | | Benedicendo — . L'ora e il destin, «E sorridendo Sul mio cammin.
» Io per la tua bell'anima. ! | e I ‘slPreso chilatacalisnok ni a A ‘» E tu per me coi Vivian i Soa hi Sguardi contempli ilsoli a Pt GioconDa - Vien] per: securo tramite. “Da me tu sei guidata. | Vien! ricomincia il placido. . Corso la tua giornata.
Lo canti agli angeli‘ “Ie tie orazioni; > © Rae ‘Fo canto. agli uomini. Lr Le mie canzoni, Ei ci Benedicendo RR L'orase:il destin; eine E sorridendo Di Sul mio cammin.
Ed io pel tuo dimane ». A te guadagno: il'panestò » .Lu:col pregarifedetszàon È » A me guadagni il ciel. ro ene 1 i | BARNABA rt
i (in disparte) 7
(Sovr'essa stendere La man grifagna! 5A Amarla e coglierla. |
a Nella mia ragna! da »° Terribil estasi Tati lita i He Dell’alma mia! di Sta in guardia! l’agile i ci Farfalla spia!) ì ni SEO LA GIOCONDA =
L'ora non giunse ancor del vespro. santo; Qui ti riposa appiè del tempio; intanto Io vado a rintracciar l'angelo mio.
dgr | BARNABA 0 uo (Derision!)
GIOCONDA a Torno con Enzo. ia La Circa at. ASTI a: bi iabenedica: IIS GIOCONDA oo, Taciturna ed erma. Pra, Pace qui spira. o: TAC
(estrae da tasca un rosario) —
Addio, figliuola.
È
BARNABA (sbucando e sbarrando la via a Gioconda, che fa per escire da destra) Ferma. GIOCONDA Che ? BARNABA Un-uomi:che-t'ama, e che la. via .ti; sParta. GIOCONDA Al diavol vanne colla tua chitarra! (vivacemente)
Già l’altra volta tel dissi: funesta M'’è la tua faccia da mistero. (per andarsene)
BARNABA
(trattenendola e ironicamente)
Resta. Enzo attender potrà.
GIOCONDA Va, ti disprezzo. BARNABA
(incalzando)
Ancor m'’ascolterai. GIOCONDA Mi fai ribrezzo!
BARNABA
Resta... t'adoro, o vaga creatura. GIOCONDA
Vanne! — BARNABA Non fuggirai! (slanciandosi su essa)
GIOCONDA
Mi fai paura! An!! (fuggo) La Cieca
(alzandosi spaventata) Qual grido! mia figlia! Aita! aita! La voce sua!
BARNABA (La farfalla è sparita...)
TLAFGIEGÀ
(brancolando) Figliuola! o raggio della mia pupilla, Dove sei? dove sei?
BARNABA (ridendo)
(La Cieca strilla; Lasciamola strillar.)
LA CIEcA
(lentamente e protendendo le palme ritorna a sedersi sui gradini) Tenébre orrende !
BARNABA
(osservandola pensieroso)
(Pur quella larva che la man protende, Potrebbe agevolar la meta mia... Sela madre. è ‘inimia. mani:
LA Cieca
(rigirando con fervore le ave z2a77e del suo rosario)
Ave Maria... BARNABA
(sempre meditando)
Tengo il cor della figlia incatenato...
La'.Cieca Ave Maria... À
BARNABA
( ...con laccio inesorato. L'angiol m’aiuti dell’amor materno, È la Gioconda è mia! Giuro all’Averno 1)
ARSENALOTTI i (al vincitore) ‘Polso di cerro! | RA a CO | BarxABOTTI E. fee ano (idem) ATA t i i -# ©Woechio di. bncet e anne i 23
Ri | — ARSENALOTTI Remo di ferro! I dp MONETE Gagliardo cor! aci RITI i |
Gloria a chi vince Il pallio verde! N ne î Y (guardando Zuàne) 5
Bell a’ chi perde! ARLES SEE Si
ot Tor foi tana Lieta brigata, peggio inber letorcalle: n PRA ea Portiamo a spalle © A rai
Il vincitor
‘ Della regata, Pra: cantiventori IR I Si Gli \sguafrditavvince;ot. > SAT I fiutti ei sperde! van Ma «Gloria a chi vince!
| Beffe a chi perde!
quasi tutti affluiscono v:rso la Scala dei Giganti, ove depongono il vincitore)
gr È iva. Eh jo a ‘Patron Zuane, hai A «Si direbbe davver che ‘alla re
ia Non hai fatto bandiera. >
| Vik Et ERRE ROS
Lo so, la prora ho greve ed a remb. BARNABA
Baje!
Zvane. A E che dunque? o Banana
pr Fa
Gottovoce).
Hai la barca Sttgatto VE
ZUANE o (inorridito) |
SIR Vergine santa!
BARNABA Una mala. Dieca
Co i (accanto alla Scala dei. Giganti)
ARSENALOTTI Lil
i Dadi e bambàra! RE Cuccagne e corse! Ta BARNABOTTI — Giuochiamo a A O] È i 3 i Aces nostre borse scade ee
(Se n mobile ca | "REA | Fortuna. USATA: IR iM O en . Giuochiamo di zaldse lio diri p RIA
i i estraggono dei dadi, molti si siedono sui gradini, e. intavolano un giucco al aara)
BARNABA
(continuando e sempre facendo fissare la Cieca a Zuàne)
" (La vidi stamani gittar sul tuo legno Sr Un segno maliardo, un magico segno. #7 se | ZUANE Orrori
o BARNABA La tua barca sarà la tua bara. I» Sta in guardia, fratello!) a N
ARSENALOTTI
| | IS
Masoni su BARNABOTTI |
| Cinque! ARSENALOTTI
Si (cos PUTTI
uLAXGIECA (pregando) S pù Turris eburnea... rana ; ® Mistica rosa... 0) D | BARNABA i s i ; (a Zuàne)
La vidi tre volte scagliar su tuoi remi Pod Parole tremende - lugùbri anatèmi. . SA Zuane e Iskpo
(Isèpo sarà mosso verso Barnaba e ascolterà curioso)
Gran Dio! BARNABA * i Lastuogbarcartsarasla tua bara.
Sta in guardia, fratellone
utt
(come sopra) | SOIA AO SE ci E Turris Davidica... RAG RTLA SITO sii ANSE Matergl0n0sS4 EA peo SE SAONA ce. “è BARNABA gn È L (come Sopia) REI e pula LR Suo covo è un tugurio - laggiù SI Giudeca,, SE
Tien sempre quell’orrido zendado, ed è cieca... Dai Ha vuote le occhiaie - ma pure. le chi il io. o) È Jca-.Gieca Ci «guarda - la -Ciecasch vede! Sa
4 MARINAI | SRI a (che sì saranno aggiunti al gruppo) // ta Ci vede! © “i eg | - Iseo! dna Oh spavento! RIE SO 3 'ARSENA LOS
{ ° (aggiunti anch'essi al gruppo). ha e ST * pi o Che avvenne? RI
ZUANE via
E. 4 BARNABOTTI — Di ..|.Che'avvenne? che mormoti?... (i fo . BARNABA, ZUANE, Iskpo. ATI
I Ta Cieca ci | guare DA (il gruppo si n sempre più BUR ORA 3 pc | | Ea coRo: I ai | Addosso! accoppiamola! ©
IsEpo Coraggio... ZUANE
(per avventarsi alla Cieca, poi retrocede) . Ho paura... BARNABA Badate, può cogliervi la sua jettatura.
Coro Al rogo l’eretica! ZUANE Davver, più l’addocchio, Più i rai le balenano. BARNABA (ridendo) La: Cieca ‘ha (il mal occhio. Coro Ah! ah! qual facezia!
ZUANE
(ad Isèpo che si sarà avvicinato pianamente alla Cieca, che gira sempre il rosario) Che brontola ? IsEPo Prega. 1.° PARTE DEL Coro : Addosso alla strega! 2,* PARTE
(si scagliano sulla Cieca)
Addosso alla strega !
BARNABA (Già l’aure s'annuvolano, Già i nembi s’accumulano. Ah! ah! greggie umana! Scagliato ho il mio ciottolo, Î Or fuggo la frana!) LA CIECA (afferrata dal popolo e trascinata in mezzo al palco)
Aiuto !
Ai piombi! “Pea a La CIEGARRe do ‘Soccorso ! soccorso! »
Dpxyne
UOMINI
Ai possi! a ; Doyne di Fra Todero e Marco!
BARNABA ao
{ad una pattuglia di CE in ua NU Sgherrani,
Sia tratta ‘(nelseatcerese nana UOMINI: SAS Al rogo! DoNNE
Tur. (sghignazzando)
Tia Greca eo Santa Vergine!
ata DoxwE A Mile, Al Si Martita eno a Ho SUP a
| Banana | Sit a
A morte la strega L
i NEO GRCONDA ; si IR a a (rientrando e slanciandosi) PRUEZEPON I n SIONE FI Mia madre! I Ti A si | Enzo B Po (vestito. da marinaio dalmato, rompendo la calca con uno scoppio d’ ira)
Goo RT cet si N ASSASSINP LL vana i ‘a in quel erin venerando CRA . Rispettate! o ch'io snudo il mio brando. So ZA MCSntrà un ‘egra pejcita ddl solenni at fue. Generosa è la. vostra tenzoni; iii | Vituperio! è cresciuta una prole Di codardi all’alato leon! pid
PE Coro rt ‘Iddio vuol ciò che il popolo viole; No, la strega non merta perdon.
eli CiECAnM o Ah! su me si scatena l’averno ! REOZati ; AA
ir RL GIOCONDA O Niun mi tolsa. all amplesso materno!! $ a LA CIECa ga Figlia... «Coro A morte! i pi n i x ENZO (con impeto fa per togliere i ceppi alla Cieca, ma è impedito dal popolo) di | Quel ceppo la strazia. | Sciolta sia. | i Coro
| Pia vogliam giudicare. é “Spenta: sigla hi a FRZati (correndo all’ingresso della riva furiosamente ed esce) Su} fratelli del. mare! rAllaflotta li cena
sit AI patibolo !
| intanto sull’alto della SR saranno apparsi Alvise e Laura, ‘che ‘avranno a
LAURA
una ‘maschera di velluto nero dii volto) | SERA
FR ELA SG
SCEN AR i
1
La Cieca, Gioconda, Alvise, Laura, Barnaba Coro, DE Enzo.
ALVISE
(alteramente e con gravità). RR
Ribellion! che? la plebe or qui si arroga.
Fra le ducali mure I dritti della toga
E della scure? Ù
(movimento di rispetto nella folla) | x Di
Parla, o captiva! ; Perchè stai china là fra quelle squadre ?
Coro ; È una streva ! | GIOCONDA — È mia madre! SORA LAURA re
(la Cieca alza la testa)
È cieca! o mio signor! fa ch’essa vival.
ALVISE Panca (freddamente a Barnsbo) a RU: SARI a vs Barnaba! è rea costei? co BARNABA
(assai sottovoce all’ orecchio d’ Alvise)
Di malefizio.
— 19 —
GIOCONDA (a Barnaba)
T'ho udito!... menti!
ALVISE
Sia tratta in giudizio.
GIOCONDA (gettasi ai piedi di Alvise)
Pietà... ch'io parli attendete... ora infrango Il gel che m'impietrava... e sgorga l'onda Del cor... Costei della mia infanzia bionda L'angelo fu... Sempre ho sorriso... or piango. Mi chiaman... Za Gioconda. Viviam cantando ed io (Canto a chi vuol .le'mie:.liete' canzoni,
Edessa canta.a Dio Le sue sante orazioni...
ENZO
(che sarà ritornato da qualche tempo seguito dai marinai dalmati)
Salviamo l’ innocente.
LAURA
(scorgendo Enzo)
{Qual volto!) | GIOCONDA (alzandosi e trattenendo Enzo) Ah! no! ti ferma! Quel possente La salverà! BARNABA
(Osservando Laura, poi Enzo)
(Come lo guarda fiso!)
LAURA (ad Alvise in disparte) » (Concedi, o mio signor, se non ti duole, » Ch’io mi levi la maschera dal viso. ALVISE
» No, madonna, nemmen l’occhio del sole » Non dee mirarti.)
No, l'inferno. non è con quela: Pe
‘Che le. preghiere. aduna, RC sa
STI porterà fortuna;
‘ (ad Alvise cu (E una. strega, Suo silenzio tel dica. JE RRIOII SE,
0 oa Essa fi un rosario !
Eolie (Qual voce!) FAME AIATOA O LE | BARNABA Muoia! Re (ad Alvise supplithevole) fresa Mie no
Latsalvasl o Arvise. fo ti
E salva sia.
BARNABA
(Furore !!) 0
GIOCONDA.»
Gioia !! di)
La (CiEcAO
(liberata da Laura che l'allontana dagli S o
Voce di donna ‘o d’angelo O
Le mie catene ha o TI Mi vietan le mie tenebre. .
Di quella santa il volto, sii Pure da me non partasi Ren Senza un pietoso don:
(si toglie il rosario dalla SURE
A te questo rosario
Io te lo porgo, accettalo,
Sulla tua testa vigili TA ;% dattala x benedizione: tte
a, Ì
EA BVISESY (a Barnaba rapidamente mentre canta la Cisca):
| BARNABA. Mio padron.
N ; ALVISE.
HS buona caccia | Quest oggi ? al Dà, Barnapa
Sulla traccia. | Cammino d'un leon).
LAURA ed. Enzo
VASI il detto pio | L’onnipossente Iddio!
GIOCONDA,
DO madre mia, ti guarda Un angelo fedel.
to Coro Protegge la vegliarda
. Visibilmente ili cielta
Ci <’ avvicina alla Cieca ‘e prende il ToSALO la Cieca stende le mani come per ‘ benedirla, Laura fa per inginocchiarsi, Alvise vede e ‘afferra il braccio di Laura, sfor-
d: zandola a rialzarsi.) . | ALVISE Dona “ (a bauta) Che fai? vaneggi?. | (Gettando una borsa a Gicconda). Bella cantatrice, Quest’oro a te. IU GIOCONDA
(raccoglie e s’inchina)
Sia grazia a voi, Messere.
(a Laura).
"Acciò' ch'io l'abbia nelle mie preghiere Dimmi il tuo nome, 0 ignota salvatrice.
ENZO seta (colpito) a se; i seo
(È dessa !) ae =
Ù; x sì RITA ESTAS Nr è n 4 #s i )
Dis ALVISE
(a Lane assnt)
1 è ta, i Ga are da 3 # gu vas Madre ! — Enzo adorato! Ah! RESTA >
DS e Gioconda fra la madre ed Enzo. Giunto alla porta della nia Enzo s'arresta,
$i | mane indietro assorto profondamente ne’suoi | pensieri. Barnaba lo sta fissando. fi . scena si vuota) So TED 5. (GEN SVAI A : Enzo e Barnaba i i ii. BARNABA i Hi (avvicinandosi ad Enzo) FREE (EE Si I dei Ron Enzo Grimaldo, Principe di Santafior, che pensi ? a Da 3 Enzo | SA Resta E (Scoperto son.) | A FORRCOE Do BARNABA (OL Li Qual magico stupor dna i se to o Pensiva Madonna aura *d'Alzise Badoèro. | so Enzo , o (Scosso) Chi sei ? I; da
Saar esa
BARNABA
So tutto: e penetro in fondo al tuo pensiero. Avesti culla in Genova...
Exzo
Prence non son, sui flutti Guido un vascel, son dalmato: Enzo Giordan...
BARNABA
Per tutti Ma non per me. Venezia t'ha proscritto, ma un forte Disio qui ancor ti trasse ad affrontar la morte. Amasti un dì una vergine - là, sul tuo mar beato, A estranio imene vittima - la condannava il fato.
ENZO Giurai fede a Gioconda.
; BARNABA
(sorridendo)
Larcantatsicererrante Ami come sorella, e Laura come amante. Già disperavi in terra di riveder quel volto, E l'amor di Gioconda hai per pietà raccolto , Ed or, sotto la maschera l’angelo tuo t'apparve... Ti riconobbe...
Enzo (Oh giubilo!) BARNABA
L’amor passa le larve. Sulla sua sposa vigila con cuor geloso, il tetro Inquisitor, nell’aurea prigione io sol penétro, E spesso fra le lagrime io la sorpresi, e muto ‘Lo sguardo suo mestissimo al ciel chiedeva aiuto. Badoér questa notte - veglia al dogale ostello Col gran Consiglio. Laura sarà sul tuo vascello.
Enzo Dio di pietà ! BARNABA Le angosce dell’amor tuo soccorro.
(0 srido di quest anima, | scoppia. da Ho ritrovato l'angelo del mio celeste. amore. Ma alfin chi 105 mio lugubre benefattor ?
ir BARNABA NS
i Lar |. Enzo TAR DARI sr
do
Gioconda amo, essa oo giurai. schiantarle " co
; i Enzo morto era poco - ti volli traditor, | || ° - Evzo Rat ro A: e) » O sàtana furente, lordo di sangue. S fel, i ba Gollirastaa demente tu m'hai scagliato in. ca
(Gran Dio! la togli all’orrida condanna di Idi L'idolatrata Laura a me ridona ancor.) | i
I
| BarwaBa ca
Va: corri al tuo desio : spiega le. vele i în mar,
Tutto il trionfo mio negli occhi tuoi ART Ebbene? elia
tf RI x,
Evzo
Laura. i BARNABA. |, E PIRA (inchinandosi e sogghignando) Buona fortuna! ME È ! cari ENZO (sul limitare della scena)
So E tu sia maledetto | °
-
(esce)
Rictr 5 Harnabo! ta Isèpo. indi "der un istante La ‘Gioconda e La Cieca. Ag)
Sh
, BARNABA
| Maledici? sta: ben... ibamor t'accieca.. pa | Compiam l’opra bieca, (a i ice .Iridolo di Gioconda sia distrutto... v S'annienti tutto.
(va nel fondò, apre una. ‘porta accanto le prigioni)
Isepo (escendo)
ds gi Padron Barnaba...
» BARNABA Sr . Scrivano, * tV L'anima m'hai venduto e la cotenna a pr ein che hl vivi; o i: E sud
(lo conduce al banco) da NERA IL (là,
sasso son la-mano «E tu la penna. 6 Mr n ' i Ward i ua Du di
Ai Capo i. dell Inquisizione, | | | nie
{Isepo scrive. Intanto alla pre del tempio appariscono er în Cieca) . Groconpa ei CARI cè Barnaba.) tv To (alla madre ritraendola e sta spiando nascosta dal pilastro) n PR — BARNABA Da La tua sposa con Enzo il Marinar
n
RSI Gioconpa | (Ohicfelbba i ina
%
TRO 26 rt È À n dn CA È À e BARNABA di n SET, PI E Stanotte in mari ta
Ti fuggirà sul brigantino dalmato. re %
GIOCONDA RO I Ah! 3
(disperatamente e scompare in chiesa) BARNABA: na Più sotto: Za docca del Leone.
Qua, porgi, taci, vanne. (prende il foglio, Isèpo esce). È
SCENRATOVII
Barnaba solo
(col piego in mano contemplando la scena) |
O monumento! Regia e bolgia dogale! Atro portento! Gloria di questa e “delle età ue Ergi fra due torture A Il porfido cruento. Tua base i pozzi, tuo fastigio i piombi, Sulla tua fronte il volo dei palombi. I marmi e l’òr. Gioia tu alterni e orror con vece ac Quivi un popolo esulta, Sai Quivi un popolo muor. di Là il Doge, un muto scheletro Coll’acidaro.in testa, Sovr'esso il Gran Consiglio, La Signoria funesta; Sovra la Signoria Più possente di tutti, un re: la spia.
»
O monumento ! Apri le tue latèbre, (vicino alla bocca del leone) Spalanca la tua fauce di tenèbre, S'anco il sangue giungesse a soffocarla! Io son l’orecchio e tu la bocca: Parla!
getta il piego nella boccà del leone ed esce)
ENEL
Entra nel cortile una Mascherata; /a segue e popolo cantando e danzando. Poscia un Barnabotto, Gioconda e La Cieca.
Coro e DANZA
Viva il Doge e. la Repubblica ! T.a baldoria e il carnevale! Baccanale! Baccanale!!
Gaia turba popolana
Su! correte al torneamento! Su! danzate la fur/ana ! Chiome al sol! zendadi al vento! Fate un chiasso da demoni Colle palme e coi talloni! Tuoni il portico ducale
Sovra il pazzo baccanale!
(si odono alcuni tocchi di campana) Voci INTERNE (dalla chiesa) Angelus Domini... (cessa la danza) Uy BARNABOTTO (schiudendo la tenda che copre la porta della basilica)
Tramonta il sol.
Udite il canto È Del vespro santo
Prostrati al suol.
(tutti si prostrano rivolti verso il fondo)
na O a Ni sorreggi. © Dio!!. oa Cuore! dono funesto |: © SIA si i Retaggio di dolor ! Ca
da Il‘‘mio destino Jè questo engine Di O Morte o Amor! STO
LA Cieca
tc
Dimmi dov'è il tuo cor! la man vi guida... Ch'io lo posi sul mio! ci Vieni e tacciamo un sol di due dolor |
GIOCONDA IR (prendendo la mano della Cieca eportandosela al cuore)
Ah sì! la mano tua sovra il mio cor! Senti e comprendi, o madre, il, mio dolor!
# (si slancia fra le braccia ‘della Cieca) VOCI INTERNE Angelus Domini... La FOLLA (inginocchiata)
Gloria al Signor E pace agli uomini !
4
(cala lentamente la tela)
ALLO SECONDO
mon
Il Rosario
Notte. — Un brigantino visto di fianco. — Sul davanti una riva deserta d’ isola disabi- tata nelle acque di Fusina, Nell’estremo fondo il cielo in qualche parte stellato, e la la- guna ; a destra la luna tramonta dietro una nube. Sul davanti un altarino della Vergine con una lampada rossa accesa. — HÈECATE, il nome del brigantino, sta scritto a prua. Alcune lanterne sul ponte.
All’alzarsi della tela alcuni Marinai sono seduti sulla tolda, altri in piedi aggruppati; tutti hanno un portavoce in mano ; molti Mozzi sono arrampicati, o seduti, o sospesi alle sartie degli alberi e stanno cantando una marinaresca.
Sil NERE:
MIRATI NA RESET,
Primi MARINAI (a destra sul ponte, cantando attraverso il portavoce)
1 Hel Ha! Hel ) Fissa il timone!
SeconDI MARINAI
(a sinistra col portavoce)
Fissa!
Ha! He! Ha! Hel!
Issa artimone!
Primi MARINAI Issa! Paxcinima. ove? Primi e SECONDI MARINAI Ha! Het Hal! Hel
x
Moi
i (ragazzi sulle antenne) | Siam qui sui culmini, STRO Meat Stamosulla!borda; TE Siam: sulle tremule. ein Scale:di»corda | Guardate gli agili i Sa Mozzi saltar; 301 ca Noi gli scoiattoli | 0, Diamo, delimari SAR i MARINAI $ (sotto la tolda, nel cassero) Siam nel fondo più profondo Della nave, della cala, Sa Dove il vento furibondo PT Spreca i ‘fischi ‘e ‘infrange l'ala. Siam nel fondo più profondo Della nave, della cala.
Primi MarIxaI (sul ponte)
Hat-Hot%Ha “Hot Vele ‘a .babordo!
) SECONDI MARINAL Vi Issa. "LO Ha! HoJ:HayeHoil Remi a tribordo! TL Primi MARINAI Issa! ssa
: Il ciel tuono! tao da Hal Hol HatHols 06 a Mozzi (sulle antenne) « In mezzo ai fulmini Della tempesta, Noi tra le nuvole a Tuffiam la testa. Come sugli alberi. D’una foresta, Osiam le pendule Sartie,scalari Noi gli scoiattoli i Siamo del mar.
4
» MARINAI
3) IAA (sotto il Reno
Ho prora, sotto poppa
E una” placida dimora,
Qui vuotiam l'ardente coppa
Del liquor che inganna l'ora.
Sotto, IC POBDA, sotto: prora. Mozzi
i (sulle antenne) |
p Il mar mugghiante,
Il ciel furente,
MeeGreco a Levante,
aiiBora a: Ponente, =
Scion e turbini | no
Si - Sappiam sfidar, ta
maior elt'scolattoli. or Mt)
©. Siamo. del mar! |
È E
#7
UNA vOCE SOLA
È (di dentro)
| Pescator, affonda l'escd, E. sia,.londa;a.té fedel, "RC Lieta sera e buona pesca.» A ga Ti promette il mare e il ciel. ie
SCENA TI
Coro, Barnaba, Isèpo.
| ‘Barnaba è vestito da pescatore con una rete in mano.
IePuoran dra Chi va là?
BARNABA
*Laveanzon,ve,lo;diecatt
«Un pescator che attende la marca. Ho la barca laggiù nell'acqua bassa. o È tempora domani, e si digiuna, i NE (Per mia fortuna) ; I TL.a mensa magra il pescatore ingrassa.
MARINAI. «© (ridendo). || Ha Hal Ser Aign BARNABA (ad Isèpo) EE RSI % (Siam salvi! Han riso. Sono ottanta Fra marinari e mozzi. Han tre decine gt Di remi e nulla più; due colubrine. Di piccolo calibro. Or va, con quanta | Lena ti restà, e disponi le scolte Colà dove le macchie son più folte. Io qui rimango a far l'ufficio are 3 Vanne con Dio.) (Isèpo esce). Serio Cera
BARNABA”
Ped affonda l’esca
E sia l'onda a te fedel,
Jieta sera e buona pesca.
Ti promette il mare e il ciel.
Va, tranquilla cantilena,
Per l’azzurra immensità ;
Questa notte una sirena
Nella rete cascherà. LI +OORO aa (ridendo)
Hat 5Htat-Ha dteTaal
Questa notte una sirena
Nella rete cascherà.
BARNABA
gr:
A (tra sè, Ì ; (Spia coi fulminei RA ANA Tuoi sguardi accorti, ER E fra le tenebre A Conta i tuoi morti. Sì, da quest’ isola
Deserta e bruna gno Or deve sorgere da La La tua fortuna. io Sta in guardia! e il rapido 0 PI Sospetto svia, EROI Bitridice vigila ' Pi canta vie:Spiag»
a
(ripigliando la canzone) Pescator, propizio è il vento, Tenta il mare, o pescator. la, fra l'aliche ‘e l'argento, Guizzan pinne d'ambra e d’òr. Brilla Venere serena In un ciel di voluttà. Una fulgida' sirena Nella rete cascherà.
; Coro (ripete ridendo) Hostel ta SE ai Una fulgida sirena Nella rete cascherà.
(Barnaba esce all’entrare di Enzo)
SGENAEAIIEE
Enzo, MARINAI e Mozzi. 72 Nostromo,* Maestro delle vele, il Pilota.
Jinzo (esce da sotto-coperta con una lanterna in mano, avanzandosi gaiamente) (alla ciurma) Sia gloria ai canti Dei naviganti! Questa notte si salpa!
MARINAI
Evviva il nostro Principe e capitan!
Enzo
(esplorando il cielo)
Soffia grecale, Vento buono per noi... nella carena
(al Nostromo) Tu, Nostromo, raccogli la gomèna. Tu, Mastro delle vele, affiggi' al rostro Del brigantino il dalmato segnale Che ci protesse in molte aspre fortune, E al maggior pino inalbera il fanale.
gt (ai Ma } ut vai ‘pronti a distaccar di fune . © D’amarra a un cenno mio. « Quest'e » Più non vedremo all’ora. ‘mattina. to » Nocchier, l’abbiivio è verso Palestrina.
(aleuni uomini della ciurma eseguiscono gli ordini di Enzo;
tano la Marinaresca) AA e È
Evwzo DV dina (a tutti) AS? o Ed or scendete a riposarvi. o vicilo. o Solo sul ponte le inimiche flotte.”
(guarda le stelle) -
\
È tardi, da La CiorMaic Buona guardia. ; | CENZOGRA di Buona notte... ;
(la ciurma scende sotto il ponte). SCENA INI Enzo; solo i >
i (guardando il mare) \ Cielo e mar! etereo velo Splende come un santo altare. L’angiol mio verrà dal cielo?! L’angiol mio verrà dal mare? } Qui l’attendo, ardente spira Oggi il vento dell’amor. 19 Quel mortal che vi sospira. Cont S8 Vi conquide, o sogni d’òr! I:
#iCielo le; marl:-pertilaura fonda . Non appar nè suol, nè monte, L'orizzonte bacia Losi
vi L'onda bacia l'orizzonte!
i Qui nell'ombra ov'io mi giacio
A Coll’anelito del cor,
N i Vieni, o donna, vieni al bacio Della”vità.\incantator.
“(fissando ‘i mare)
| chi è tà | non è uno spetro AE erge Del 1 pensier! E è una barca. RACE AIR Odo già de remi il IMCtTOR IO a
al » TAI
| Verso. me volando Vaani a
oa, La VOCE DI BARNABA Mpgrt SCA (dietro il brigantino)
Capitano | «a bordo! È; ni | Enzo Rita GU
î (sclamando verso la direzione sa voce di oi
Ca | Avanti ! SS
. (Dio! sostieni ancor la i E ; da MIDEella/orota 1). Ocnavisaniti; o i
| Costeggiate la carena! (prende una fune e la getta si di là della SA)
Qua la fune... aggrappa... annoda vi alate mani. mi PASSO FANCOL:. dela SE Non oc: approda! SRRISd Mia
SCRNA Vv Frazo; Laura.
LAURA
(nelle braccia di Ez0)
\
Enzo ot o. IA Laura! Amorel Amor! i Ao La voce DI BARNABA | ni (sinistramente, allontanandosi). ATA i UAAR ni di | Buona fortuna : hr : ) LAURA | ‘Oh! la sinistra. voce | va | Fuggiam! fuggiam! sara 7 È Enzo | pf Seb fuccherti;:salvot gg ; so LAURA |
VARur sorridea ‘d’un infernal sorti so!
\
Deh! non turbare - con ree ; paure 2 Di questo istante - le ebbrezze pure; to P'amor soltanto s-scon me tagiona; co. È il cielo, o cara - che schiudi a mel ii:
Laura SER Ah! del tuo bacio - nel dolce incanto 00 Celeste gioia - diventa il pianto, A umano strazio - Dio non perdona, . Se perdonato -- amor non è!
Enzo Ma dimmi come, - angelo mio, Mi ravvisasti? i LAURA a Nel marinar Ba Enzo conobbi. - Ro Enzo
AI pari anch’ io Te al primo suono - della parola...
LAURA I Enzo adorato! - ma il tempo vola. All’erta! all'erta! - n «FiNZO pro ; Deh! non tremari Siamo in un'isola - tutta deserta; Tra mare e cielo - tra cielo e mar!
Vedrem pur ora tramontar la luna... Quando sarà corcata, all’aura bruna. | - Noi salperem; cogli ‘occhi al firmamento, Coi baci in fronte e colle vele al vento!
«da luna bassa si svolve dalle nuvole, il suo disco S'asconderà dietro il vascello) | # ì ORICrO i 42 LA laggiù nelle nebbie remote, laggiù nelle tenebre ignote, Sta il segno del nostro cammin.
Pa
Nell’onde, nell'ombre, nei venti, Fidenti, ridenti, fuggenti, Gittiamo la vita e il destin.
La luna discende, discende KRicinta di roride. bende, Siccome una sposa all’altar. E asconde - la spenta - parvenza Nell’onde ; - con lenta - cadenza, La luna è discesa nel mar! “ Enzo (staccandosi) E il tuo nocchiere Or la fuga t’appresta. - O amata donna, Tu qui resta; (scende sotto il ponte)
SCENA:
Laura sola, foi Gioconda.
LAURA Ho il cuor pieno di preghiere. Quel lume! Ah! una Madonna!
r
(Davanti all'immagine della Madonna orando con passione ; mentre ch’ essa prega, Gioconda mascherata escirà da un nascondiglio sotto prora, e s’ avanzerà lenta) 1
Stella del marinar! Vergine Santa,
Tu mi difendi in quest'ora suprema,
Tu vedi quanta passione e quanta
Fede mi trasse a tale audacia estrema! Sotto il tuo velo che i prostrati ammanta Ricovera costei che prega e trema, Scenda per questa fervida orazion
Sul capo mio, Madonna del perdon,
Una benedizion...
SERALE
Gioconda e Laura.
GIOCONDA E un anatèma!
LAURA PISTA (inorridita alzandosi) INTER ai AN! chi sei?” a
GIOCONDA Chi son tu chiami è Sono un’ombra che ti aspetta! Il mio nome è la Vendetta. Amo l’uomo che tu ami. LAURA — Cielo EA Riga | GioconDA | (accennando a prora) . Là attesi e il tempo colsi Come belva nella tana, Ah! la forza sovrumana, Del furor m' invade i polsi! Vuoi fuggir? d’amor ti struggi ? Vuoi fuggir! lieta rivale ?... Sì, l'antenna e il governale Pronti son, sta ben, va, fuggi! (ergendosi terribile) LAURA
=
Furia orrenda! i GIOCONDA CIO Ah mi paventulissate Ed ardisci amar d’amore Quell’eroe ? LAURA Sfido il tuo core, O rival! GIOCONDA Bestemmi!
LAURA Menti!
L’amo come il fulgor del creato! Come l’aura che avviva il respir | Come il sogno celeste ‘e beato Da cui venne il mio primo sospir.
GIOCONDA Ed io l'amo siccome il leone Ama il sangue, ed il turbine il vol E la folgor le vette, e l’alcione Le voragini, e l'aquila il sol! LAURA ‘Pel suo bacio soave disfido Della pallida morte l’orror! GIOCONDA Pel suo bacio soave t’uccido, (ghermendo un pugnale) Son più forte, più forte è il mio amor! (afferrandola) Il mio braccio t’afferra! Vien ch'io ti scorga in viso! a terra! a terra! Presso a quel lume... o i lagrimosi rai... Or più scampo non hai! Questo pugnale... Ma no... tu avrai per sorte Un fulmin più fatale... In quella barca bruna... LAURA O' ciel! GIOCONDA Là è il tuo consorte! LAURA Perduta io son! GIOCONDA La morte Voga sulla laguna. Ecco! oramai nè un nume nè un santuario Salvar ti può. LAURA
(alzando il rosario) M'aita ! GIOCONDA Ah! quel rosario! Esso è per te benedizione e schermo.
(la trascina verso la riva)
! LauRA SI
Ca | 00 Di S I 3 are
Gioconpal 5 3, a
Ti salvo! Olà, il mio palischermo! a (appariscono due marinai con una barca) I Tenia
Fuggi!... a te... questa maschera ti ‘asconda!
(stacca la maschera e la pone sul volto a Laura) |
LAURA
Ma mi dirai chi sei? DO Del È GiocoNDaiv aaa
Son la Gioconda! O
(Gioconda spinge quasi a forza Laura nella barca che si allontana SO Gioconda scomparisce un istante dietro al brigantino, come per assicurarsi della fuga di Laura)
— BARNABA | SERI ZAGI si
la gondola d’Alvise)
Maledizione! Ha preso il vol! Padron! Nel*-canalmorto. ila. forza di remil...
I
‘(scomparisce)
GIOCONDA Ea È salva! O madre mia, duale mi costi | oa
X5
SCENA VIILO
Gioconda, Enzo. "©
JiNzo (scendendo dal ponte) SO È Laura; Laura:l‘'ove!seneà IMMOLO | GIOCONDA VA i
(avanzandosi verso Enzo fieramente) ; Laura è scomparsa! |. ENZO. SE SCENE Gioconda! o ciel! che avvenne? .
GioconDA de
Invano a’ rei n Baci sognati il tuo sospir la chiama...
x
st
Enzo Menti, menti, o crudel! GIOCONDA
; No! più non t'ama! (trascinandolo verso la riva) Vedi là, nel canal morto, Un navil che forza il corso? Essa fugge! il suo rimorso Fu più forte dell’amor! Questo lido è a lei funesto, Chè la morte intorno sta... Essa fugge ed io qui resto!... Chi di noi più amato avrà? Enzo Taci! ahimè! da che t'ho scòrto, Sospettai nefando agguato, Non mi dir d’avermi amato, Odio sol tu porti in cor! Ma al suo barbaro consorte L’angiol mio saprò strappar!... Ha è la vita! (lanciandosi verso la riva) GIOCONDA Late cla morte! 4
ENZO Che di’ tu? GIOCONDA Riguarda al mar!
4 Tu sei tradito! Un infame, un crudele Al gran Consiglio il tuo nome svelò... Rompi gli indugi, - fa forza di vele, Il cielo ancora salvare ti può!
Enzo
Taci! è un insulto dei vili il consiglio, Dove è la morte, là impavido io sto! Noto m'è il rombo del fiero naviglio, Fuga od arresa che sieno non so!
(si ode un colpo di cannone. — Alcuni marinai dell’ //ècaze sbucano dal ponte, altri
irrompono dalla scena, alcuni con fiaccole in mano)
Le galte! le galle !. Salvi chi vidi
Lo ce o pa
Sin ch'io sia vivo, olii i i DA Al nemico darem cenere e brage!! SE AZI
I Incendio! | Dei È (dà fuoco all’ Hècaze. La AS ao
Turi
| i Incendio ! CAI morte ! ‘strage! oscio ni fuggiam ! più speranza non Vv ‘ha !
È x (dalla tolda slanciandosi in mare) APRI ) i . È w* car i; do Li to. O Laura, addio! e e ni Grotowpa & pnt ; (dalla riva) dA Zen Li 29 - DIRI i ) x 3 vue si
; AEEO TERZO
Cà d’Oro.
Una camera nella Cà d'Oro. Sera ; lampada accesa. — Da un lato un’armatura antica.
SCENA-PRENA:
Alvise entrando in preda a violenta agitazione,
pì morir ella de'! Sul nome mio Scritta l infamia impunemente avrà? Chi un Badoer tradi
Non può sperar pietà!...
Se ier non la ghermi
Nell'isola fatal questa mia mano,
L'’espiazion non fia tremenda meno!
Teri un pugnal le avria squarciato il seno,
Oggi... un ferro non è... sarà un veleno!
(accennando alle sale contigue)
Là turbini e farnetichi
La gaia baraonda,
Dell’agonia col gemito
Qui l’orgia si confonda!
Ombre di mia prosapia
Non arrossite ancor!
Tutto la morte vendica,
Anche il tradito amor!
Là del patrizio veneto Si compia il largo invito,
Quivi il feral marito
Provveda al proprio onor!
Fremete, o danze, o cantici l..0
È una infedel che muor!
SCENA TE.
Laura, Alvise. di È
LAURA” (entra in ricca veste da ballo, con perle e gemme) | (ad Alvise).
Qui chiamata m’avete ? pa RR TRE ALVISE (con affettata cortesia): ‘
bi: Pur che vi piaccia...
TAURA® Rpistra TR 0 Mib:signori cato Pata de ea
ALVISE It Ses
Sedete! v
(siedono ai due lati di un ampio tavolo)
Bella così, madonna, - io non v' ho mai veduta; Pur il sorriso è languido; - perchè ristarvi muta ? a Dite: un gentil mistero - v'è grave a me svelar, O un qualche velo nero - dovrò da me strappar? LAURA a o.
Dal vostro accento insolito - cruda ironia traspira, i Il labro a grazia atteggiasi - e fuor ne scoppia l'ira... Mio nobile consorte, - non vi comprendo ancora! ALVISE
(concitato) vii Da
Pur d’abbassar la maschera, - isdonnao È giunta lora. - Do : (alzandosi con violenza) 7
Giunta è l'ora! - ad altr'uomo rivolto,
Mi Donna impura, «è. dl'ituo primo SOR
p Gi | LAURA :
RIS Ad altr'uomo? Che dite? Che ascolto!
; (fra sè)
i ._ (Cielo! orrendo m'imponi martir.)
. ALVISE bi n Jeri quasi t'ho céòlta in peccato, PE aa
Pur potesti salvarti e fuggir... Col mio guanto t'ho oggi afferrato, Più non fuggi, - ti è d’uopo morir !
. (la atterra violentemente.. Laura getta un grido) ; 4
Reg de a)
— A.
LAURA (a’ piedi di Alvise)
Morir! è troppo orribile! Aver davanti il ciel... E scender nelle tenebre D’un desolato avel! Senti! di sangue tiepido Incsen'mi:scorre-un'. rivOre Perchè, se piango e vivo, Dirmi: tu déi morir? La morte è pena infame Anche a più gran fallir!
ALVISE Invan tu piangi - invan tu speri, Dio non ti può esaudir! In lui raccogli - i tuoi pensieri; Preparati a morir! Un confessore ivi t’attende!
LAURA a Ahimè! Ove m’adduci? ‘* ALVISE
(con forza sollevando la drapperia della camera attigua e indicando un catafaleo. Si vedrà il riverbero dei ceri)
Vieni! Questo è-il talamo tuo! LAURA (inorridita) Ah! orribil cosa!
SERENATA INTERNA (sulla laguna) Ten va, serenata, Per l’aura serena, Ten va, cantilena, Per l’onda incantata. Udite le blande Canzoni vagar, Il remo ci scande Gli ‘accordi. sul mar:
(entra Gioconda e s’appiatta in fondo. La serenata cessa per nn momento)
4
/ ALVISE
(estraendo una fiala) Prendi questo velen; e già che forte Tanto mi sembri ne’ tuoi detti audaci, Con quelle labbra che succhiaro i baci, Suggi la morte. La tua condanna confido -a te stessa; » Non far che mal securo » Voler t’arresti la mano perplessa, Non far che il mio pugnale ti percota » E insozzi i lari del tuo sangue impuro. Scampo non hai, Odi questa canzon? Morir dovrat Pria ch'essa giunga all’ultima sua nota.
(esce)
SCENA SII
Laura e Gioconda.
©
GIOCONDA
(accorrendo verso Laura, afferra il veleno chè Laura ha tra le mani e le porge un’ampolla)
A me quel filtro! a te codesto! bevi! LAURA
Gioconda, qui?
GIOCONDA
Previdi la tua sorte, Persalvartimivarmial ti ‘rassicura; Quel narcotico è tal, che della morte Finge il letargo... Angosciosi, brevi Sono. gl'istanti... bevi... a me la ‘cura Lascia dell’opra. - Or via!!
LAURA Mi fai paura! GIOCONDA S'ei qui torna t’uccide. LAURA
Atra agonia!
Serenata interna.
La gaia canzon Fa l'eco languir,
%» E V'ilare suon Si muta in sospir. Con vago miraggio Riflette la luna L’argenteo suo raggio
VELE
Sull’ampia laguna E in quel si sublima. CRI È Riverbero pio, Patetica rima
Creata da Dio.
Ten va, cantilena, Per laura serena,
Ten va, serenata,
Per l’onda incantata.
Udite le blande. , Canzoni vagar.
Il remo ci scande
Gli accordi sul mar.
Da " Sl ta Daga ei N NT MpTTer va, serenata, SI la madre mia, Aaa I SIC Rial Prega Berte quaggiù a madre Sull’onda incantata. © tt Nell’ oratorio, i miei fidi cantori i Son presso... ascolta.
; LAURA Orrori! 1 Ga la canzone muor! dita isla Il canto è la vita, GIOCONDA iui: IIa sogni sb pasce; Con € essa muori ! i ch Tia condanna tè nota: | Ai sogni c' invita, Pria ch'essa giunga all'ultima sua nota... dg. Dai sogni rinasce, LAURA | | Porgi ! ho bevuto. D’un’anima ignota pp fprsade la fiala dalle mani di Gioconda, poi scompare dietro 4 de cortine della camera mortuaria) E l'eco fedel. GIOCONDA | i
i ci ° * lactr Là fiala a mel oh gran Dio!! LOSE IS
{travasa il veleno d’Alvise nella fiala del sonnifero e lascia l’am- ; ) | polla del veleno vuota sul tavolo. Esce precipitosa). Si perde nel ciel.
l E ‘
SCENA IV.
Alvise solo, mentre la cadenza della serenata è alle ultime sue note.
Osserva l’ ampolla vuota sul tavolo.
ALVISE. ‘ Tutto è compiuto!! | Vuoto è il cristal.
(entra nella cella funeraria, vi rimane un momento e torna in seena)
d 4 Vola su lei la morte. La morte è il nulla e vecchia fola è il ciel!
(esce lentamente),
SCENA: o
Gioconda sola.
-
(Gioconda ricomparisce dal lato opposto a quello donde è uscito Alvise. Si guarda in- torno, solleva la cortina della cella, poi, vistasi sola; esclama :)
O madre mia, nell'isola fatale
Frenai per te la sanguinaria brama Di rejetta rival. Or più tremendo
È il sacrifizio mio...
Io la salvo per lui, per lui che l’amà!
(esce precipitosamente)
SGENA: SME
Sontuosissima sala attigua alla cella funeraria, splendidamente parata a festa. Ampio portone nel fondo a sinistra, un consimile a destra, ma questo tutto chiuso da una drapperia. — Una terza porta nella parete a sinistra.
Entrano CAVALIERI, DAME, MAScHERE. Alvise moverà Zoro incontro rice- vendo e complimentando chi entra. II Faggio gli sta accanto. Gioconda.
ALVISE
Benvenuti messeri! Andrea Sagredo !
Erizzo, Loredan! Venier! Chi vedo?
Isìpo Barbarigo, a noi tornato Dalla pallida China! e il ben amato >; Cugino mio Partecipazio! O quanti Bei cavalieri!... Belle dame! Avanti,
Avanti! e voi, vispi cantori e maschere,
Presto sciogliete le carole e i canti.
Coro S'inneggi alla Cà d’ Oro Che intreccia in rami d’ér Della virtù l'alloro Col mirto dell’amor. ALVISE
Grazie vi rendo per le vostre laudi, I Cortesi amici. A più leggiadri gaudi o RR
Ora v'invito. Ecco una mascherata. . Di vaghe danzatrici. r_ Ognuna è ornata WD bellezza: ‘e«fulcore È tutte in cerchio rappresentan l’ore. Incomincia la danza. ìc2
tha
DANZA DELLE ORE
- Le Ore del Mattino - del Giorno - della Sera - della Notte.
Sie NAGEVMEL
dij ; I precedenti, Barnaba, la Cieca, Enzo.
| BARNABA (trascinando la Cieca, che invano cerca svincolarsi dalle sue strette) Vieni! LA CIEcA
| Lasciami! Ahimè! | Coro e ALVISE
PasCieca i GIOCONDA D ; (accorrendo) 4 O madre! e SAT visE l
(alla Cieca) Qui che fai tu? BARNABA po Nelle vietate stanze Io la sorpresi al maleficio intenta! IRC TECA Pregavo per chi muor! Coro ‘Per chi muor? che di’ tu?
(si odono i lenti rintocchi della campana degli agonizzanti)
i DA Qual suon funèbre!
Enzo (a Pra Un agonia! per chi?
Pirgan. o
(sottovoce ad Enzo) sr Kolt Per Laura! i Enzo | LO I “Orror! NA,
Che più mi resta se quell’ OC TOMO AO di
si N % sn
AtVISE SCO A da
(avanzandosi tra la folla atterrita e confusa) vi Ri Ino
E che? la gioia sparve! SORA RR Se gaio è Badoero, | SOA" aci Mii AAA Chi ha fra gli ospiti suoi dritto al dolor? da
ENZO IA ui i
Torlatto 'piuich'altrassstt cene RI ANI CR ‘Fu? mata chi sei? MERE Exzo tai SR pri o
(gettando la maschera) Aero VLRIDDE RO A
n
Il tuo proscritto io sono, Enzo Grimaldo,.
Prence di Santafior! Patria ed amore.
Tu::m' hai ‘rubato an,idio en t’Or’compicil'tuo delitto Lee
TUTO aa Audacia!
LA“GiEgA € Gioconpa | n IR
ALVISE È ci Sd Sul capo tuo rispondi, E LR Barnaba, del codardo insultator! Aa È %
Coro i D'un vampiro fatal - l'ala fredda passò E in teda funeral - ogni face mutò. Un sinistro baglior - TR fronti illuminò, Più la gioia regnar - nel La festa non può!
Exzo (fra sè)
(O mia stella d'amor, - o mio Nume fedel, Se rapita a me sei, - ti raggiungo nel ciel 1)
GIOCONDA
br (fra sè)
fis Oh tortura crudelt- inaudito martir!
si Quanto ei l’ama! è per lei - qui venuto a morir!) |
La Cieca (a Barnaba)
O fatal delator, - se trafitto alcun fu, Riconosco la man, - l'assassino sei tu !
BARNABA
; (alla Cieca)
Giuro: al cielo, se iér - quella reati salvo, o
La vendetta oggimai - più sfuggirmi nom può! Enzo
s 3 (fra sè)
(Già ti vedo immota e smorta
Tutta avvolta in bianco vel,
“Tu sei.morta; tu sei morta,
‘Angiol mio dolce e fedell'
Su di me piombi la scure, |
S'apra il baratro fatai,
E mi guidin le torture
All’ imene celestial.)
. GioconDa
Sa i pianto a stilla a stilla
Nel silenzio del dolor.
Piangi, o turgida pupilla, Mentre sanguina il mio cor.) SERIA
BARNABA (a Gioconda)
Cedi alfin, della mia mano Vedi qui l’opra fatal.
Mi paventa ! un genio arcano Mi trascina verso il mal.
GIOCONDA 2°
(sottovoce, a Barnaba) Sun a, 3
Lt Si: di Kata
Se lo salvi e adduci al lido, Laggiù presso al Redentor, . Il mio corpo t'abbandono,.
I _ O terribile cantor.
=
BARNABA ©.
(come sopra, a Giocenda), |
f
Disperato è questo dono, Pur lo accettatilituo feanto nese Al destin spietato irrido, Pur d’averti sul mio cor.
La Cieca- ’ (a Gioconda). |
Le tue lagrime, o Gioconda, Che non versi sul mio cor? Un amor non ti circonda
Che sia pari a questo amor!
ALVISE
(cupamente guardando Enzo)
Nel fulgor di questa festa
Mal venisti, o cavalier, 'Par=chessia#peratesiunositi L'’allegria dei Badoer!
Ma già appresto a’ tuoi scomenti AC cc Nuova scena di terror! | CND ARTI Tu saprai, se invan si attenti Del mio nome ‘al puro onor!
; Coro RR | Tristi eventi! Audacie orrende! e Spaventevole festin !
d) Come rapida discende
ven La valanga del destin! ALVISE IERI
(avanzandosi in mezzo della scena, con atto di suprema dignità)
Or tutti a me! La donna che fu mia L'’estremo oltraggio al nome mio recò!
v
" Mfratea Son io he spenta | ho | u.
7
ENZO
(si slancia, brandendo il pugnale, ma è trattenuto dalle guardie)
Carnefice !
GIOCONDA, LA CIECA
Sventura ! Coro |
Co ! orror!
%
mano. la Cieca e, giovandosi della confusione, la spinge entro una porta segreta. Alvise * gr resta MD Dica; la soela IS eo il cadavere di Laura. Gli invitati si
"
Madonna ed una croce appesa al muro. — Un ao un canapè, sul tavolo: una ice ‘ed una lanterna accese, un’ ampolla di, veleno, un pugnale. — Sul canapè. varii ‘adorna menti scenici di Gioconda. — A destra della scena una lunga e buia calle onu tcana
SCENA) PRI M ASSE
i
“
Gioconda sola, i assorta né suoî pensieri
resi
{intanto dal fondo della calle si avanzano due uomini che portano. in ‘braccio. Laura ere
in un mantello nero. Battono all’ uscio. Gioconda si scuote e va ad aprire. Entrano).
di GIOCONDA.
ESSUN v’ ha visto? Ai ” Primo CANTORE
Nessuno. i dig
GIOCONDA. i
i Salle oi
\
La deponete,
(Gioconda va al paravento. Laura è deposta sul letto).
x
CANTORE LE
» Ad un’occulta riva. » Sbarcati siam per evitar gl’ incontri.
+ GIOCONDA.
DI
x
Sta: ben. E quando fu sepolta ? Ù i v n i CANTORE n
| Gioconpa | RE
cy E i tempo giacque ? VEE Dis
i CANTORE >
DOES i » In circa un'ora. oa ; te o Giocoxpa (espe Era vasto l’avel? FAO Ai £ Uri da i, CANTORE | È o di 3 “ p Vasto. n PETALI, Ro GIOCONDA
SARE | iu I compagni Verranno questa notte ?
CANTORE Sh GIOCONDA Ecco l'oro vo VIODEVI promisi. TA
! CANTORE | dc
3 e 5 Leona #
Nol vogliam... gli a RR Prestan opra da amici. Ro
i CERI
(mutando accento e supplicando)
n | O pietosi,
UP quell'amor che v’' ha creati, un’altra # «Grazia vi chiedo. Nella scorsa notte Si i Mi scompariva la mia cieca madre, i me) | Già disperata la cercai; ma invano. — | Ò Wbeh'i'Tscorretesle vie,le; piazze, cuiorne E mia vecchierella Iddio v' insegni.
Doman, se la ora a Canareggio — V'aspetterò. Quest’antro ici Giudecca | Fra brev' ora abbandono.” Da
CANTORI LAP noi taffida.
(Gioconda stringe ad essi la mano; escono da dove sono entrati) . È
Ì
#08 SCENA IL
Gioconda so/a presso il tavolo guarda di pugnale, lo tocca, “n poi prende l’ ampolla del veleno.
Suicidio !... in questi IR
Fieri momenti SIE
Tu sol mi resti, . : NS si Tussol'mi*ttenti, 3 5 Ultima voce pra (a
Del mio destin, TO
Ultima croce
Del mio cammin. SLA
E un dì leggiadre Aa
Volavan l’ore ; ARI
Smarrii la madre, E SARE
Perdei l'amore; >» apra, Vinsi l’infausta E TTI più . Gelosa febre ! ero Or piombo esausta Fra le tenebre!... Tocco alla meta.t Domando al ciel Di dormir queta Dentro l’avel.
(guardando ancora l’ampolla) | LIE
Ecco, il’ivelen*di Laura/SaSun “A vittima. Era serbato ! io lo berrò! - Quandizsso Ai Questa notte qui giunga, io non vedrò | Il loro immenso amplesso ; Ma chi provvede alla lor fuga ? ah! so n
; .. (getta il veleno sul tavolo) Si Ì
_ No, tentator, lungi da me! conforta, « Anima mia, le tue divine posse ! taura ela... là sul letto... viva... morta... Nol so... se ‘spenta fosse!!! i “Io salvarla volea, mio Dio lo sai! La Pur, s'ella è spenta! ?... un indistinto raggio n o Mi balena nel cor... vediam... coraggio.
(prende la lanterna, fa per avviarsi al letto e poi si pente) No... no... giammai, giammai! «No, non mi sfugga questo dubbio arcano! Ma s’ella vive? ebben... Laura è in mia mano...
È (biecamente) i
Siam soli - È notte - Nè persona alcuna Saper potria... profonda è la laguna...
UNA vOCE LONTANA SULL'ACQUA © i “Sg
Fhi! dalla gondola, Che nuove porti?
ALTRA VOCE PIÙ LONTANA
Nel Canal Orfano
Ci son de’ morti. A GIOCONDA”
Orrore! orrore !! orrore!!! ; sl Sinistre voci! illuminata a festa , Splende Venezia nel lontano... in core o Già si ridesta
La mia tempesta È Immane! furibonda! i s a O amore! amore !! | : Enzolipieta ke
(al culmine della disperazione si getta accanto al tavolo)
SE NFASTREr
se Intanto si vedrò Enzo venir dalla calle, trova la porta socchiusa, entra.
N
Enzo Gioconda! GIOCONDA a Linzo.t. sen tu!
i Dal carcere ; Là i dI haittrattos Cesi unici e per Sciogliesti, e armato e libero.
Qui son. Da me che brami ?...
GIOCONDA
(con accento d’esaltazione straziante) |
Da te di bramo? ahi! miseral.
Ridaiti .il sol, la vitae La libertà infinita ! GRILLO Ta-giola*e bavveninitico e L'’estatico sorriso, SII A DT L'estatico sospir! SET Aa L'amor... il'paradiso aree ea) (Gran Dio! fammi morir!) PRIA
ti ENZO Cso
Donna! col tuo delirio ROLE Tu irridi a un moribondo, i 0 Per me non ha più balsami L’amor, nè raggi il mondo.
Addio... SRL i Ù Gioconpa | © edi
Che fai? Cone
Enzo CAL
Non chiedere,
Gioconpa. 5 (affetraridolo):
Resta... M'ascolta. o SES | i Enzo
(svincolandosi)
Cessa. Co GIOCONDA
Tu vuoi morir. per essa !
7 n L Nic.
4
No, menti, menti...
10 furibonda jena.
: GIOCONDA Ni
(con possente ironia).
felt, corri al tuo voto, fiEroe mesto e fedel!
L'avel di Laura è Paioi 7 x 10, Do ho Di
“Enzo. O. ciel!
(con un grido)
GIOCONDA.
accennando alla croce appesa al muro)
Giuro, | Giuro su 1 quella croce.
E PLENZO No: la bestemmia atroce
‘Fergi dal labbro impuro!
sanie “che hai mentito |
GIOCONDA (con faz poi supplichevole} i DATE Vero IDG il toni deh ! frena |
I
ENZO
| Che frughi il cimitero!
“o maledetta Eumenide,
. Gelosa della morte,
. Dimmi ove celi l'angelo
| Mio dalle guance smorte. «Parla lo. .in quest’ ora lugubre Convien che qui tu muoia... - Vedi! già brilla' il fulmine (ipa Del mio pugnali... |
stando “ suo pugnale e afferre ndo Gieconda)
M'uccide bai
2
i
I tenebrori
‘Del ituo mister'sapiò, ni Pe SU A | GIOCONDA . ; No. dt ENZO 0 i. «Barta, a SID CONDANI Si. SITARENO: G: i #0 Egzo I Ebben... infame... muori! ce (per ferirla) sia Laura, Gioconda, Enzo. LAURA da (dall’alcova) a 31 “oe Enzo! cai
Enzo cosi
Mc GIOCONDA! Ri (atterrita) i i Mio Dio! SA i LAURA
. (comparendo). Enzo! amor mio! AD'IBILICOLSMISSISFAVVIVANnI Respiro all’aura... si (Enzo, immobile, trasognato) si Enzo, ‘vieni... sei tu, vieni... son
| (lanciandosi, Sua Laura)
ag non deliro! Ah! Laura! Laura |
ii
| (avviluppandosi la testa nel suo manto)
(Nascondili O tenebra hi LAURA
(guardando verso Gioconda)
Ahimè | quell'ombra Boluise,.. fuggita.) i
;
Enzo: No, il terror disgombra.
‘LAURA :
DS riconosce Gioconda che si sarà scoperta) Sei Tuoi costei salvò la vita a me. Enzo Fanciulla santa! Chio mi ti prostri ai piè!
(Laura ed Enzo cadono in | ginocchio davanti a Gioconda — Quadro)
Î
VOCI LONTANE
Ten va, serenata, Per l’aura serena, Ten va; cantilena, Per l'onda incantata. Udite le blande Canzoni vagar, Il remo ci scande Gli accordi sul mar. Il canto è la vita, Di sogni si pasce, Ai sogni c' invita, Nei sogni rinasce, . D’un’anima ignota ica leco fedel, È HU 2A L'estrema sua nota Si perde nel ciel.
Giéconba SL
t (con calma dolcissima) e i Questa canzone ti rammenti, o Laura? ca È la canzone della tua fortuna. dI CSA Essa viene vér noi. Attenti udite, NTSRE SESSO Fratelli miei, quei rematori in. salvo V’addurran questa notte. Per la fuga | si Tutto provvidi cautamente” «Alzate ti 00 » Le vostre fronti, ch'io i il sorriso » Ch'io vi creai. No, d’attristar Gioconda » Più non temete... amatevi... » Ho il cuore rassegnato. » Nessuno è qui colpevole, > So che l’amore è un fato!
OA
Enzo e LAURA
(al colmo della commozione) bit Oh! benedetta!
’ GIOCONDA NS
(sempre con maggior fretta) — pr
Basta! il tempo fugge ! La barca s’avvicina... i miei compagni Vi condurran prima dell'alba al lido Deit-dire+Portizziored appena giunti a terra. » Domanderete due corsieri e lesti. » Verso Aquileja drizzerete il volo, E di là poco lunge il sol ‘d’Illiria Vi splenderà liberamente in viso.
(a Laura)
» Tu per lenir il trepido viaggio. o » Gli narrerai la tua ventura. Addio... Ecco la barca... il mio mantel t'asconda. |
(si vede la barca dei cantori che s’arresta alla riva. Gioconda si toglie. na ma tello di dosso e copre Laura ; poi scorge al collo di Laura il rosario) | À
Che vedo là! Il rosario! oh sommo Dio ! RR Così dicea la profezia profonda : e di A te questo rosario RE DERE I Che le preghiere aduna, SRO Io te lo porgo, accettalo,
Ti porterà fortuna... i.
Z
E così sia! quest’ultimo
Bacio che il pianto innonda V’abbiate in fronte, è il povero Bacio del labbro mio.
Talor nei vostri memori Pensieri alla Gioconda
Date un ricordo. Amatevi... Lieti vivete... Addio!
Enzo e LAURA
Sulle tue mani l’anima «Tutta stempriamo in pianto. No, mai su queste lagrime Non scenderà l’oblio. Ricorderem la vittima
Del sacrificio santo.
“Ti benedican gli angeli. Addio... Gioconda. - Addio.
(sull’ultimo verso Laura ed Enzo avranno già un piede sulla barca. — Quadro, — Partono, — Pausa),
Sie NCA Va
Gioconda so/2, poi Barnaba wella calle.
GIOCONDA
(afferra l’ampolla del veleno)
Ora posso morir. Tutto è compiuto.
Ah no! mia madre! aiuto!
Aiuto, o santa Vergine!
Troppi dolori sovra un solo cuore!
Vo’ ricercar mia madre!... Oh! mio terrore!
(còlta da un pensiero improvviso) Il patto or mi rammento! Ah! la paura
Di Barnaba m'’agghiaccia! Qui riveder l’orribile sua faccia!
(corre all'immagine della Madonna e si prostra)
Vergine Santa, allontana il Demonio!!!
Il ciel S'oseura)
(seompare la. luna) ni i di paco
Prega! ed essa non sa qual testimonio.
Dell'orazion la quatda Dc NA GIOCONDA | ra i Vergine Santa, allontana il Pensando Ebben, perche son così affranta DI tarda, i La fuga è iil’imio riscatto li Pene È «BARNABA i a a (Ah! vuol fugsgir...) RO
{mentre Gioconda fa per fuggire s° ’ incontra con n ‘he spalanca l'uscio A ì
Na &
1 SCENA ULTIMA.
?
Gioconda e Barnaba.
BARNABA
(terribilmente) cal n o
Gioconda non deve - duel giuro adi tu Che Iddio mi perdoni - l'immenso. pale Che sto per compir!
a
pt i BARNABA
(fra 0
Do: Ebbrezza! delirio! Mio sogno ) supremo! E IONI
31030) Ti colgo e repente Re DA CUOIO
1) 9. Siae di gioia! già palpito e tremo SME Ai rai dell Amon.
GIOCONDA |. @ Barnaba che fa Rel avvicinarsi) dRaflieha il selvaggio delirio! t'arresta. | Vo’ farmi più gaia, più fulgida ancor. Per te voglio ornare la bionda mia testa Di porpora e d’òr!
(va ad ornarsi)
x
Con tutti gli orpelli sacrati alla scena Dei pazzi teatri coperta già son. Ascolta di questa sapiente sirena . L’ardente canzon.
T'arresta, che temi? mantengo il mio detto, Non mento, non fug ggo, tradirti non vo’. Volesti il mio corpo, dimon maledetto ?
, Ecil':corpo;ti dol
, 4
{si trafigge nel cuore col pugnale che avrà raccolto furtivamenre nelle vesti ador- si mandosi e piomba a terra come fulminata) è
BARNABA”
gl ferma! irrision!... ebben... or tu... M'’odi... e muori dannata;:
? «urvandosi sul cadavere di Gioconda e gridandogli all’orecchio con voce furibonda}
Ter tua madre m'ha offeso! Io . ho affogata! “““Noniode* più!
(esce precipitosamente e scompare nelle tenebre della calle).
(Cade la tela).
*
de
- Scena, Recitativo e Monologo -
LA GIOCONDAN
OPERA DI
A.-PONCHIELLI
Ea) CIA i Ra
| Edizione completa per Canto e Pianoforte.
Preludio. ATTO PRIMO.
La Bocca dei Leoni.
Coro d’ nina Scena e Terzettino - Gioconda, la Cieca, Barnaba. $. C. Br.
Recitativo - Coro della Regata e Som- “mossa - Romanza - la _Cieca. C. Scena e Duetto -
T. Br.
Enzo e Barnaba.
naba, ‘Br.
Finale I. Coro, Furlana e Preghiera.
ATTO SECONDO. Ji Rosario.
—_ Marinaresca, Recitativo e Barcarola »
Barnaba. Br. f Recitativo, ripresa della Barcarola e Ro- manza « Enzo, T+ Scena e Duetto - Laura ed Enzo. MS. T.
L'Opera suddetta per Pianoforte solo.
Bar-
!
— cnrm€—@€—€______—<c@<@€
Scena e Romanza - Laura, MS.
Duetto - Gioconda e Laura, S. MS.
Scena e Duetto-Finale II - Gioconda. ed Enzo, S. T. i i
ATTO TERZO. “cà d'Oro. Scena ed Aria - Alvise. 8, di: Scena e Duetto - Laura ed Alvise. MS. B. i Scena e Serenata - Gioconda, Alvise e Coro. S. MS. B.. Scena, ingresso dei Cavalieri e Coro. Recitativo e Danza delle Ore. Scena e Pezzo concertato-Finale III.
ATTO QUARTO. i Il Canal Orfano. i Preludio, Scena ed Aria - Gioconda, S. Duettino, Scena e Terzetto: - Gioconda; Laura, Enzo. S. MS. T.
Scena e Duetto finale - Gioconda e Bars naba S. Br.
Laura,
Pezzi staccati per Canto e Pianoforte, e Pianoforte solo.
Fantasie, Trascrizioni, ecc., per Pianoforte a due e quattro mani —
ed altri istrumenti.
! A sE es A
ceo i Libretto, netti Fr, I. sa uber: